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Biografia Discografia Deep Purple

E qui mi voglio!

Raccontare e capire i Deep Purple. Si capire, non chi, ma cosa sono i D.P.

Mi piace una frase letta in un articolo: "I Deep Purple non sono una band, sono un'idea".

Un gruppo che, ormai in oltre 35 anni d'attività, vive di vita propria, a prescindere dai componenti (la lista è lunghissima!).

Un susseguirsi di line-up (siamo al MARK VIII, vale a dire l'ottava) che non ha intaccato la vita del gruppo.

Fondati su commissione di due produttori da Jon Lord (tastiere) a cui si uniscono Ritchie Blackmore (chitarra), Ian Paice (batteria), Rod Evans e Nick Simper.

Prende vita il MARK I.

Vita che dura poco: Lord e Black non sono soddisfatti e la nascita in quel periodo dei Led Zeppelin suggerisce loro la strada da intraprendere.

Via Evans e Simper con cui il gruppo non si trova bene: vengono ingaggiati Roger Glover (basso) e Ian Gillian (voce).

Ha inizio un mito: il MARK II.

E' quest'ultima la line-up con cui di solito si identificano i Deep Purple, quella di Smoke on the water per intenderci.

E proprio coloro hanno costruito le basi, incarnato il principio del HEAVY ROCK, evolutosi poi in METAL: il che già basterebbe per entrare nella storia...ma non basta a spiegare la RIVOLUZIONE dei D.P.

Le basi classiche di Lord e Blackmore si traducono in un rock unico, nuovo, proprio della band.

In più l'organo Hammond di Lord, collegato direttamente agli amplificatori Marshall diventa, come lo definisce lui, "the beast", la bestia ...e lo è davvero!

Il suono dell'organo che ne esce è grezzo, potente, puro Deep Purple, e si adatta benissimo alla chitarra di Blackmore con cui non si limita a dialogare: l'organo enfatizza, spinge e completa la chitarra.

Il punto di forza del MARK II era proprio questo: l'affiatamento musicale (non certo quello umano, vista la quantità di litigi).

Ognuno evidenziava le potenzialità dell'altro e, quando è così, il capolavoro è a portata di mano.

Oggi sappiamo che il rock è strettamente legato alla musica classica, qualcuno dice pure che ne è la naturale prosecuzione.

Questo concetto lo dobbiamo esclusivamente ai Deep Purple, sono loro ad aver fuso insieme, definitivamente, i due mondi.

L'impronta di Blackmore in questo senso è chiara: i suoi riff, i suoi arpeggi improvvisati, sono il marchio dello stile D.P.

L'assolo di HIGHWAY STAR ne è un esempio, un arpeggio che ricorda Mozart, così come quello di "BURN", o il più lampante riff di SMOKE ON THE WATER, riconducibile senza riserve alla 5° di Beethoven, e molti altri...

Se oggi ci viene naturale arpeggiare nel rock, dobbiamo ringraziare loro e con noi ringraziare le chitarre di gente come Randy Rhodes e Ingwie Malmsteen.

Queste componenti unite ai testi violenti (per l'epoca) e alla voce rabbiosa (ormai svanita) di Gillian fanno dei D.P. la sorgente di uno dei 2 filoni in cui si divide il rock.

Il dualismo, spesso sofferto, con i Led Zeppelin è anche il confronto tra 2 mostri sacri come PAGE e BLACKMORE, tra 2 modi di "fare casino".

Non è secondaria la scelta delle chitarre: Page suona una Les Paul, Black una Startocaster.

Chi le prova entrambe capisce subito cosa significa...

Articolo originale e commenti: DEEP PURPLE - La Rivoluzione
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