PILLOLA DIDATTICA: LA SCALA PENTATONICA MAGGIORE : Lezioni Esercizi e suggerimenti tecnici chitarra

PILLOLA DIDATTICA: LA SCALA PENTATONICA MAGGIORE

In questa sezione potete spiegare le vostre difficoltà e chiedere consigli sia tecnici che teorici in generale (non legati ad una canzone in particolare). Oppure proporre esercizi e lezioni per migliorare alla chitarra elettrica, acustica o classica...



PILLOLA DIDATTICA: LA SCALA PENTATONICA MAGGIORE

Messaggiodi Never il dom mar 12, 2006 8:52 pm

LA SCALA PENTATONICA

Allora CARI amici…
Questo potrebbe essere l’inizio di una serie di articoli diciamo…. DIDATTICI…
Ci proviamo. Ovviamente per dubbi, questioni e domande… rivolgetevi a qualcun altro… eheheh
Come già anticipato (vedi articolo "Knockin' on heaven's door" di BOB DYLAN), la scala pentatonica è stata utilizzata in ogni sua forma, in ogni sua variazione ed in ogni possibile implicazione… A parte la scala naturale di DO, la scala pentatonica è di fondamentale importanza, da essa ha origini il BLUES. Da ciò possiamo tranquillamente dire che da essa ha origine tutta la musica moderna. Poi è chiaro che di scale ce ne sono un’infinità ed un buon chitarrista non può non avere un solido bagaglio di scale, però cominciamo dall’inizio e non dilunghiamoci oltre.
Innanzi tutto… cos’è una scala? Non è altro che una successione di note suonate una dopo l’altra con uno schema determinato. Non sono successioni casuali.
Le note che noi conosciamo sono: DO_RE_MI_FA_SOL_LA_SI.
Queste note compongono la scala naturale di DO. Dopo il SI troviamo il DO un’ottava sopra quello dell’inizio e la scala ricomincia con le stesse note, sempre un’ottava sopra.
Non è il momento di spiegare le tonalità, vi basti sapere che partendo da una qualsiasi nota della scala, mantenendo uno schema che vedremo in seguito, si ottengono tutte le tonalità possibili… (lo so non ci avete capito niente… ma è giusto così… farò un capitolo a parte per le TONALITA’ è tutto sarà chiarissimo… spero..eheheh)
Tornando alla nostra scala pentatonica, come dice il nome, è composta da 5 note e 5 soltanto. Quella di DO, invece, è composta da 7 più la sua ottava sopra, basta contare le note, mentre la pentatonica ne ha 5.
Quali? Allora, se invece delle note noi mettessimo i numeri avremmo in successione I-II-III-IV-V-VI-VII, la SCALA PENTATONICA è formata da: T 2 3 5 6. Ho scritto T, perché la prima nota è la Tonica, cioè è quella che da la tonalità a tutta la scala. SOLO in questo caso, cominciando con il DO, abbiamo che le altre note che compongono la scala pentatonica di DO sono: DO_RE_MI_SOL_LA (seguendo lo schema: T 2 3 5 6). Quindi sia il FA che il SI non fanno parte della scala pentatonica di DO.
Ci siete? Niente paura… anche perché per ora nella pratica ciò non vi serve--- è solo per fare un po’ di STORIA… (Prima ho scritto in numeri romani… anche qui c’è un motivo… perché essi rappresentano i gradi della scala è si scrivono in numeri romani… I°…II°… III°… ecc…)
Quelle che vedete sotto sono le diteggiature possibili della scala pentatonica. Come vi ho già scritto queste sono tutte splittabili, si possono cioè suonare ovunque sulla tastiera della chitarra.
Osservate bene i pallini… notate qualcosa?? Si che non ci sono i pallini... BENE vuol dire che ci vedete ancora bene… eheheh
Dove c'è la T questa corrisponde alla nota TONICA della scala… a seconda di dove vi trovate sulla tastiera della chitarra.
Se prendo l’ultimo schema, ad esempio, sarà diverso se lo suono al V° tasto o se lo suono al XII°.
Per le TONALITA’ vedremo in un altro momento.
L’altra cosa FONDAMENTALE è che se notate attentamente, ogni diteggiatura richiama quella successiva. le note sono tutte la continuazione di quelle dello schema precedente… si vede??
Ciò serve per potersi muovere su tutta la tastiera sempre con la stessa tonalità…
Vabbè, non è un argomento che si possa spiegare in due righe, per il momento quello che consiglio è di provare tutte le diteggiature, dall’alto e dal basso.
Fatemi sapere cosa ne pensate… si capisce? Così per il futuro mi so regolare…
Volete suonare come B. B. King… imparate queste diteggiature e poi ne riparliamo…

Ciauz

DITEGGIATURA n 1:

------T----------4------ Mi cantino
------2----------4------
--1----------3------------
--1--------------T------
--1--------------4-------
------T----------4------ Mi basso

DITEGGIATURA n 2:

-------2---- -----3------------- Mi cantino
-------2----------------T------
--1---------------3-------------
-- ----T----------3-------------
-------2----------3--------------
-------2----------3-------------- Mi basso

DITEGGIATURA n 3:

--1---- ----------4------ Mi cantino
------ T ---------4------
--1-----------3------------
--1-----------3---- ------
--1-------------- T-------
--1---------------4------ Mi basso


DITEGGIATURA n 4:

------2---- --------4------ Mi cantino
------2-------------4------
--1-----------------T------
--1-----------------4-------
------T------------ 4-------
------2-------------4------ Mi basso


DITEGGIATURA n 5:

----1---------------T---- Mi cantino
----1---------------4-----
----T----------3---------
----1----------3---------
----1----------3---------
----1----------------T ---- Mi basso



Uff!!... che fatica... ma fin qui ci siamo arrivati!!
Ho visto un pò di post perplessi... uindi spiego un pò meglio quanto sino ad ora riportato.

Sotto vedete le diteggiature riportate sulla tastiera, sopra le dita con cui suonarle. Dove c'è la T usate il dito corrispondente alla posizione. la T è fondamentale per la tonalità. Non fatevi impressionare dalla mole di informazioni. Rileggetevi il post sulle scale maggiori. Il procedimento è lo stesso, solo che qui abbiamo solo 5 note al posto di 7.
La scala pentatonica si usa per dare un senso al proprio assolo. Certamente la tonalità usata è importantissima, ma il tipo di scala mi permette di dare uan chiara impronta blues/rock al mio fraseggio.
Abbiate ancora un pò di pazienza, soprattutto con me... :( eheheh
Nei prossimi articoli cercherò di spiegarmi sempre meglio.... e vedrete che diventerà sempre più chiaro.
E' già pronto il video esplicativo. E' in elaborazione dal Capo!!

Ciauz.

Immagine

Ultima modifica di Never su mer mar 15, 2006 8:21 pm, modificato 3 volte in totale.
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Messaggiodi Dufresne il lun mar 13, 2006 10:59 am

ottimo Never :wink:

Metto il post in alto come pillola didattica 8)

ma in fondo volevi mettere delle immagini e non ci sei riuscito? Fammi sapere che ti spiego come si inseriscono...

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Messaggiodi laurami il mar mar 14, 2006 2:12 am

Scusate ma non riesco a capire a cosa serve "in pratica" la pentatonica e la correlazione con il blues. In pratica nel blues ci sono molti pezzi di scala pentatonica?

Ho letto l'altro post a cui accennavi e ho capito che devo suonare le corde una ad una, con le dita suggerite, dall'alto verso il basso o viceversa.

1) Ma cosa differisce dall'arpeggio? Il fatto che si percorre tutto il manico in larghezza? In sostanza si suonano tutte note velocemente come intermezzo tra un accordo e l'altro? E degli accordi che ne rimane?
Scusate ma sono confuso...

2) Inoltre non sono sicuro di aver capito questo (correggimi se sbaglio):
"se si rispecchiano quegli schemi di diteggiatura, si suonano sempre, in qualunque posizione del manico della chitarra, la T 2 3 5 6" -> Vero o Falso?

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Spiegazioni...

Messaggiodi Ospite il mar mar 14, 2006 5:33 pm

La pentatonica è la scala per eccellenza usata nel Blues. Clapton ne è un maestro.
Va precisato che quando si suona, le note che compongono un accordo sono note di una scala.
Anche gli accordi sono costituiti da una serie di note assolutamente fondamentali. Ciò che differenzia un Do maggiore da un La minore sono proprio le note con cui i due accordi sono formati.
Un Do si suona in una determinata posizione perché è fatto da quelle note e basta. Vedremo presto come si costruiscono gli accordi.
Prima però occorre capire cos’è una scala, come si costruisce, perché è fatta in un certo modo e quindi da che note è composta.
Se prendo do-re-mi-fa-sol-la-si-do e poi prendo mi-fa-sol-la-si-do-re-mi non sono due scale… è sempre la stessa scala (di Do) partendo solo da un'altra nota facente parte della stessa scala.

La scala pentatonica è solo un esempio di scala particoalre… ma c’è ne sono molte altre.
Quello che ho proposto è un esercizio per sciogliere le dita, creare l’indipendenza delle stesse e cominciare a capire che ci sono delle diteggiature con cui si può altrettanto suonare senza dover ricorrere agli accordi.
E’ bello potersi trovare con degli amici e suonare assieme, così mentre uno fa la parte ritmica, l’altro si può concentrare sulla parte solistica.
Ho inviato dei video che forse renderanno più semplice la mia spiegazione…

Ciauz.

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Messaggiodi Dufresne il mar mar 14, 2006 6:58 pm

1) Ma cosa differisce dall'arpeggio? Il fatto che si percorre tutto il manico in larghezza? In sostanza si suonano tutte note velocemente come intermezzo tra un accordo e l'altro? E degli accordi che ne rimane?
Scusate ma sono confuso...


Un conto è la chitarra ritmica ed un'altro è la chitarra solista...per questo in gruppo esistono più chitarristi :)

La chitarra ritmica fa gli acordi...quest'ultimi possono essere arpeggiati oppure suonati con pennate

quella solista invece non fa accordi...o meglio non necessariamente, suona generalmente delle note consecutive che prendono il nome di "assolo"

insomma in linea di massima...spero di averti chiarito qualche dubbio :wink:

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Messaggiodi laurami il mar mar 14, 2006 7:12 pm

Si grazie ma in un certo senso il solista che suona delle "note consecutive" non può essere uguale ad uno che arpeggia, visto che l'arpeggio è anche questo una "successione di note" suonate singolarmente?

E' solo questo che ancora non mi è chiaro.

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Messaggiodi Dufresne il mar mar 14, 2006 7:28 pm

laurami ha scritto:Si grazie ma in un certo senso il solista che suona delle "note consecutive" non può essere uguale ad uno che arpeggia, visto che l'arpeggio è anche questo una "successione di note" suonate singolarmente?

E' solo questo che ancora non mi è chiaro.


in teoria no...cmq non so quanto poi sia importante. Importante probabilmente nella definizione di chitarrista ritmico o solista...uno è specializzato in una cosa... l'altro nell'altra...

in ogni caso chi fa l'assolo può fare barrè, bicordi e quant'altro gli serva per il proprio assolo, ma non farà le stesse cose del chitarrista ritmico (altrimenti non avrebbe senso che ci fosse)...farà le note della scala appartenente agli accordi che sta facendo il chitarrista ritmico...

L'arpeggio, secondo me, va letto come un'altro modo di accompagnare e fa parte del bagaglio tecnico del chitarrista ritmico.

Prova a vederla così...chi canta sta facendo un assolo sugli accordi del chitarrista ritmico...spesso infatti gli assoli di chitarra (seconda chitarra) riprendono la melodia del cantato :wink:

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Messaggiodi Never il mer mar 15, 2006 8:23 pm

Ho aggiunto ancora qualcosina all'articolo... :idea:

Ciauz

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Messaggiodi laurami il gio mar 16, 2006 1:32 pm

Ah grazie. I pallini rossi, ossia le tonali, in sostanza cosa ci dicono? Che riferimento ci danno di concreto quando andiamo ad eseguire?
Voglio ben capire se quelle posizioni le posso fare in qualsiasi punto del manico oppure se, a seconda di una regola che al momento ignoro, devo partire da un punto ben preciso a seconda della posizione della tonale.
:?

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Messaggiodi Never il mer mar 22, 2006 8:39 pm

laurami ha scritto:Ah grazie. I pallini rossi, ossia le tonali, in sostanza cosa ci dicono? Che riferimento ci danno di concreto quando andiamo ad eseguire?
Voglio ben capire se quelle posizioni le posso fare in qualsiasi punto del manico oppure se, a seconda di una regola che al momento ignoro, devo partire da un punto ben preciso a seconda della posizione della tonale.
:?


E' tutto giusto quel che dici.
Puoi cominciare ovunque sulla tastiera, ma poichè tutte le diteggiature sono legate le une alle altre, a seconda di dove ti trovi starai suonando in una certa tonalità. I pallini rossi ti dicono la nota Tonale, corrispondono cioè al T nelle diteggiature sopra proposte.
Altro? :?

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Messaggiodi Never il mer mar 22, 2006 8:43 pm

Ah grazie. I pallini rossi, ossia le tonali, in sostanza cosa ci dicono? Che riferimento ci danno di concreto quando andiamo ad eseguire?


Dimenticavo: poichè quando si suona ci deve essere ARMONIA, non si può suonare un'accozzaglia di scale con accordi a caso (oddio non si può... dipende...). Ci sono regole precise da seguire, e queste sono dettate appunto dalla tonalità.
Quando si dice che un brano è in La minore, avrà delle regole precise, delle scale precise con cui fare gli assoli e degli accordi precisi con cui suonare la parte ritmica.
Noi non abbiamo ancora parlato di queste regole, per il momento consiglio di memorizzare le diteggiature e capire dove sono poste le note tonali. Punto. A breve prometto un articolo con altre nozioni...
Ammesso che interessi. Interessa?? :?:

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Messaggiodi Dufresne il mer mar 22, 2006 9:22 pm

Never ha scritto:
Ah grazie. I pallini rossi, ossia le tonali, in sostanza cosa ci dicono? Che riferimento ci danno di concreto quando andiamo ad eseguire?


Dimenticavo: poichè quando si suona ci deve essere ARMONIA, non si può suonare un'accozzaglia di scale con accordi a caso (oddio non si può... dipende...). Ci sono regole precise da seguire, e queste sono dettate appunto dalla tonalità.
Quando si dice che un brano è in La minore, avrà delle regole precise, delle scale precise con cui fare gli assoli e degli accordi precisi con cui suonare la parte ritmica.
Noi non abbiamo ancora parlato di queste regole, per il momento consiglio di memorizzare le diteggiature e capire dove sono poste le note tonali. Punto. A breve prometto un articolo con altre nozioni...
Ammesso che interessi. Interessa?? :?:


Io queste cose più o meno le so...però le tue pillole arricchiscono il forum di nozioni teoriche di cui il forum ed il sito in generale è sprovvisto..per cui, interessano di sicuro...

L'unica cosa è che credo la pentatonica sia un pò difficile, soprattutto da concepire per chi inizia a suonare. Credo, se hai voglia, sia meglio cominciare con le basi...appunto le scale maggiori e minori :wink:

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Messaggiodi laurami il mer mar 22, 2006 10:39 pm

Interessano sicuramente! Solo che pure a me la pentatonica mi pare difficile per chi è agli inizi.
Andiamo più per gradi e grazie di tutto!

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Messaggiodi FiloRB il ven mar 24, 2006 6:54 pm

Dunque, ho fatto una certa fatica ma alla fine forse (non sono mica tanto sicuro) ho capito. Vediamo...

Lo schema di una scala pentatonica maggiore è così?

Nota Tonica [tono] Nota [tono] Nota [tono+semitono] Nota [tono] Nota

Quindi (ad esempio) la pentatonica in "Si bemolle" è

Si bemolle Do Re Fa Sol

Giusto? :?:


Ammesso e non concesso che sia giusto e che quindi io abbia capito bene come si formi una scala pentatonica maggiore non mi è chiaro bene il perchè la si formi.

Cosa si intende con "dare un senso al proprio assolo" ?
Il concetto che mi manca è quello del significato intrinseco di formare una scala.
In effetti io non so cosa sia una scala.

Cioè quello che mi sembra di capire è che formando una scala si individuano delle note che stanno (lo dico in modo improprio) bene insieme, e che quindi posso suonarle insieme ottenendo un effetto piacevole. Ma c' è un metodo acustico/fisico/matematico con cui si compongono queste scale o si trovano/sono state trovate in modo sperimentale?

Se ho detto delle belinate scusatemi, son qui per imparare :oops:

FiloRB
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Messaggiodi Never il lun mar 27, 2006 2:01 pm

FiloRB ha scritto:Dunque, ho fatto una certa fatica ma alla fine forse (non sono mica tanto sicuro) ho capito. Vediamo...

Lo schema di una scala pentatonica maggiore è così?

Nota Tonica [tono] Nota [tono] Nota [tono+semitono] Nota [tono] Nota

Se ho detto delle belinate scusatemi, son qui per imparare :oops:


Diciamo che non è tutto giustissimo.
Ripartiamo dall'inizio: asp. vado in bagno un attimo che poi mi scappa è qui c'è bisogno di concentrazione... :oops:
Dicevamo...
La scala è un insieme di note, o meglio, una successione di note che rispecchiano uno schema preciso.
Questo schema, per la scala maggiore, è T T s T T T s.
S sta per semitono e T per tono.
Questa differenziazione è importante perchè il divario tra una nota e l'altra non è lo stesso.
Non so come siegarlo meglio. Tra una nota e l'altra c'è un certo spazio... un certo divario... questo divario è dato dalla frequenza.
Tra il Do ed il Re, questo divario è un tono... il semitono in questo caso è Do#. partendo cioè dal Do, c'è un semitono il Do# e poi un tono il Re. Dopo il Re, contanto un semitono, c'è il Re# (o il Mi bemolle).
Se scrivi untono + un semitono stai parlando di un tono e mezzo... mi segui?
se parti dal Do un tono e mezzo corrisponde alla nota Re#.
Il problema maggiore di comprensione deriva dal fatto che tra il Si ed il Do, non c'è un tono che li separa, ma un semitono. tra il Si ed il Do, cioè, non ci sono note intermedie. E' così e basta. E' fisica. La stessa cosa tra il Mi ed il fa, non ci sono note intermedie.

E' un pò più chiaro??

Ciauz.

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