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QUEEN LIVE AT WEMBLEY STADIUM

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Tra i tanti luoghi che possono essere considerati "tempio" per la musica rock dal vivo, fino ad un paio di anni fa si poteva sicuramente inserire nella top 5 il londinese stadio di Wembley, che prima di essere demolito per lasciare posto ad un più avveniristico impianto, ha ospitato numerosi grandi eventi, tra i quali ricordiamo la prima edizione del Live Aid nel 1985.

I Queen in questo stadio giocano in casa, e nelle serate di venerdì 11 e sabato 12 luglio 1986 danno l'addio alla loro carriera live con due concerti che fanno registrare circa 150mila presenze e ritraggono il gruppo all'apice dello splendore e della forma.
Nel 1992, pochi mesi dopo la morte di Freddie Mercury, il concerto viene distribuito sul mercato internazionale in cd, audiocassetta e videocassetta.
E' del 2003, invece, l'edizione in doppio dvd, che oltre alla versione integrale del concerto (già proposta nelle precedenti versioni) presenta una serie di gustosi contenuti extra, con documentari, interviste, spezzoni delle prove e del concerto dell'11 luglio… ma procediamo con ordine.

Disco 1: un menu essenziale ci permette di selezionare il profilo audio (stereo o dolby), il brano desiderato oppure il concerto per intero; dopo avere settato le impostazioni audio, quindi, siamo pronti per assistere a 111 minuti di musica e spettacolo: la partenza è bruciante, con le tiratissime one vision e tie your mother down. In the lap of the gods rallenta subito il ritmo, ma è solo per un attimo… il pubblico può ricominciare a saltare e scatenarsi sulle note di seven seas of rhye e tear it up, prima di arrivare ad uno dei pezzi più attesi, a kind of magic (il tour in questione è proprio quello relativo all'omonimo album).
Freddie gioca con il pubblico in un call-&-response che esalta le immense qualità vocali e di entertainer del cantante, prima della bellissima under pressure, pezzo che nella versione studio vide il gruppo collaborare con David Bowie; il basso di John Deacon ci conduce alle ritmiche funky di another one bites the dust, prima di arrivare ad un altro momento molto suggestivo con who wants to live forever.
Un altro classico, I want to break free, ed è arrivato il momento dell'improvvisazione: prima di tutto il gruppo, poi del solo Brian May, che insieme alla sua red special parte dalle note di Brighton Rock per strabiliare il pubblico con la propria bravura.
Si va avanti con un altro pezzo tiratissimo: now I'm here è uno scatenato rock dal sapore anni '70, che non dà respiro fino alla fine, salvo poi lasciare il posto al break acustico della serata. Si parte con la commovente love of my life, nella quale viene coinvolto anche il pubblico, e si prosegue con l'altrettanto struggente is this the world we created. Ancora atmosfere acustiche, ma questa volta il gruppo si diverte con il rock'n'roll: un medley che comprende baby I don't care, hello Mary Lou, tutti frutti (in cui ricompaiono basso, batteria e chitarra elettrica) e gimme some lovin', prima di arrivare alla celeberrima opera rock di Bohemian Rhapsody.
Il finale è una successione di hit senza sosta: hammer to fall e crazy little thing called love per tenere in piedi chi comincia a sentire la stanchezza, una bella e "pesante" cover di big spender, poi mani al cielo per radio ga ga; la batteria di Roger Taylor chiama ancora una volta tutto il pubblico a raccolta, e lo ricompatta per tenere il tempo in we will rock you. Tutti pronti per l'ulitmo pezzo, ma prima… friends will be friends, sorpresa della serata, precede l'attesissima we are the champions, che chiude un concerto al quale chi ha preso parte potrà dire con orgoglio "Io c'ero".
Il gruppo, capitanato dall'istrionico Freddie Mercury con tanto di mantello e corona, ringrazia e saluta il pubblico, lasciandolo sulle note di God save the Queen (l'inno inglese riarrangiato in chiave rock da Brian May). Lo spettatore, senza parole, non può che rimanere estasiato per l'esperienza che ha appena vissuto.

Vogliamo saperne di più sul concerto e sulla preparazione dello spettacolo, l'allestimento del palco, le emozioni dei protagonisti?
Ecco allora cosa ci propone il disco 2: un menu all'apparenza modesto, diviso in tre sezioni, introduce lo spettatore ad una ricca serie di contenuti speciali.

- Road to Wembley, prima voce nel menu, presenta diversi documenti interessanti: nuove interviste al batterista Roger Taylor ed al chitarrista Brian May, al regista Gavin Taylor ed al tour manager Gerry Stickells; un documentario di circa 30 minuti sul concerto vero e proprio intitolato "a beautiful day", e un'ulteriore intervista a Brian May e Roger Taylor mentre scorrono le immagini che testimoniano lo smantellamento delle famose torri di Wembley (quelle che introducevano allo stadio considerato il "tempio del calcio", nel quale la nazionale inglese vinse il campionato mondiale del 1966 contro la Germania Ovest).

- Unseen magic, con alcuni brani tratti dal concerto del venerdì, prove luci e soundcheck, ed una pregevole fotogallery animata comprensiva di colonna sonora (manco a dirlo, "a kind of magic").

- Queen cam, sezione dalla quale è possibile visionare quattro pezzi attraverso telecamere personalizzate per ogni componente del gruppo.
Per la gioia di chi non padroneggia completamente la lingua inglese, è possibile selezionare i sottotitoli delle interviste tra quattro lingue, italiano compreso… opzione che permette di seguire per filo e per segno tutto quanto senza perdersi parti del discorso, e che manca in molti altri dvd musicali; altro punto a favore.

Giudizio complessivo?

L'edizione è buona: il dvd box, pratico e senza troppi fronzoli, presenta all'interno un libretto con tracklist del concerto, fotografie della band e dei singoli componenti, e alcune artworks del magic tour. I menu di facile consultazione e navigazione, sempre accompagnati da colonna sonora; la qualità audio è assolutamente impeccabile, e permette di godere al meglio della grande prestazione offerta dai Queen, (ascoltare love of my life in dolby è un'esperienza che non compensa quella live, ma è il meglio che possiamo avere oggi ascoltando la magnifica voce di Freddie Mercury).
La qualità video non è da dieci e lode, principalmente per la trasposizione digitale di una registrazione che all'epoca non poteva che essere su videotape, ma rimane comunque buona se consideriamo questo limite tecnico. Il concerto in sé è un pezzo di storia che tutti gli appassionati di Musica con la M maiuscola avranno il piacere di ascoltare e vedere… le oltre 2 ore di contenuti extra, poi, sono esaurienti e pienamente soddisfacenti. Insomma, qui si va veramente fuori scala. Un dvd assolutamente imperdibile, considerato anche il prezzo di vendita applicato ultimamente dai grandi mediastore.

Un articolo di Mauro80



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