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ERIC CLAPTON SESSIONS FOR ROBERT J
| Sei
in > DVD
CONCERTI E RACCOLTE / ERIC CLAPTON SESSIONS FOR ROBERT
J |
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Le radici blues
di Eric Clapton non sono mai state segrete, ma in questo lavoro
(come nel precedente "Me and Mr. Johnson") Slowhand dedica
un vero e proprio tributo al suo idolo di sempre, il celeberrimo bluesman
Robert Johnson.
Tra le numerose icone di quel Delta blues che ha contribuito a formare
generazioni di chitarristi, la figura di Johnson, con la sua storia
circondata da un alone di mistero come ogni leggenda che si rispetti,
rimane probabilmente la più affascinante e suggestiva
senza dimenticare poi la sua musica, che insieme a quella di un'altra
manciata di bluesmen (tra cui possiamo ricordare Lonnie Johnson,
Blind Lemon Jefferson e Leroy Carr) è stata fonte di ispirazione
per una serie di discepoli piuttosto "conosciuti" (Muddy
Waters, BB King, John Lee Hooker
). |
Tornando al
dvd in questione, Eric Clapton, uno dei chitarristi bianchi più
talentuosi ed apprezzati di sempre, ha deciso di seguire la traccia
del proprio lavoro precedente (il cd intitolato "Me and Mr. Johnson"),
riproponendo dei classici del proprio idolo di gioventù, alcuni
riarrangiati in chiave moderna con l'aiuto di una serie di musicisti
d'eccezione a supporto, altri in veste più tradizionale con
sola chitarra acustica e voce.
Nel video, lo spettatore ha la possibilità di vedere e sentire
quattro differenti sessioni di registrazione, inframmezzate da un'intervista
allo stesso Clapton, che parla del proprio rapporto col blues e la
musica di Johnson, della ricerca di "radici", delle difficoltà
che ha trovato nello studio di un autore che per lui è stato
il punto di riferimento di tutta una vita.
Il menu principale permette di
visionare l'intero film, controllare i parametri audio, accedere ad
un breve backstage (circa 5 min.), o selezionare le singole sessioni
di registrazione con i relativi brani.
La prima sessione, con la super-band
al completo (Doyle Bramhall II alla chitarra slide, Nathan
East al basso, Steve Gadd alla batteria, Billy Preston
all'organo hammond e Chris Stainton al piano), si apre con
il classico Kind hearted woman, seguito dalla movimentata They're
red hot, in cui gli strumentisti si esibiscono in assoli da lasciare
a bocca aperta
il ritmo cala e si fa più pesante sulle
note di Hellhound on my trail, per poi rinvigorirsi nuovamente
in occasione della famosissima Sweet home Chicago. La session
one si chiude quindi con When you've got a good friend, qui
proposta con un bel groove, in un riuscito mix di blues tradizionale
e moderno, un po' il tema dominante di questo primo gruppo di pezzi.
Più movimentata e con arrangiamenti
più vigorosi e robusti la seconda sessione: massiccia
la presenza di una chitarra slide forte e distorta, grintosa e graffiante
la voce di Clapton. Milkcow's calf blues è il primo
pezzo, seguito dalla scatenata If I had possession over judgement
day e dall'incalzante ritmo di Stop breakin' down blues;
a questo punto, se si sta visionando la sola session two, si prosegue
con le bonus track Little queen of spades e Travelling riverside
blues, due pezzi lenti e carichi di tensione, stesso sound ma
atmosfere diverse rispetto agli altri brani della session.
Terza seduta: bellissima la location,
Eric Clapton ed il chitarrista Doyle Bramhall II si trovano a suonare
nel vecchio albergo di Dallas in cui Johnson effettuò una delle
sue poche registrazioni su disco. Anche loro come una volta, performance
completamente acustica in presa diretta (per fortuna le tecniche di
registrazione si sono evolute), in cui possiamo apprezzare cinque
pezzi uno più bello dell'altro. Cominciamo con Terraplane
blues "tanto per scaldarci", possiamo poi apprezzare
una versione di Hellhound on my trail completamente diversa
da quella proposta nel primo capitolo del dvd. Gli ultimi tre pezzi
sono una vera escalation, e qui aggiungo a titolo personale, il momento
stilisticamente ed artisticamente più alto del disco: si inizia
da Me and the devil blues, si prosegue con From four until
late, si chiude con Love in vain. Tre canzoni che racchiudono
praticamente tutti i segreti del blues acustico, assolutamente fantastiche
sia le ritmiche che le parti soliste (qui eseguite con due chitarre,
mentre RJ faceva tutto da solo!), in più l'interpretazione
di Clapton è stratosferica e dalla sue corde vocali esce quello
che non si può definire che con una sola parola: blues. Punto
e a capo.
Per la quarta ed ultima sessione
di registrazione ci si trasferisce in un bellissimo albergo sulla
spiaggia di Santa Monica, in cui Slowhand dà ancora una volta
lezione a tutti su come suonare la chitarra acustica senza far sentire
la mancanza di musicisti di supporto: lo fa attraverso le note di
uno dei pezzi più belli e conosciuti di Johnson, Ramblin'
on my mind. Lo spettacolo non è finito, comunque: prima
di concludere la visione e riporre il disco nella custodia, lo spettatore
potrà ancora godersi la sincopata Stones in my passway,
ed un'ultima versione di Love in vain, molto simile per la
verità a quella della terza sessione.
Che dire di "Sessions for Robert
J"?
Dopo l'acquisto, questo dvd ha bivaccato
all'interno del mio lettore per una settimana buona senza mai uscirne,
e tuttora rimane uno dei miei preferiti. Clapton dà veramente
lezioni di blues a tutti, soprattutto nelle performances acustiche;
in più l'intervista ed il backstage danno la possibilità
di approfondire ulteriormente questo mondo, anche attraverso accenni
storici e culturali, ed alcuni spezzoni dei brani originali di RJ
(che, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, per stile ed arrangiamenti
sono molto diversi rispetto alle versioni che si apprezzano nel dvd).
Il tutto è ulteriormente arricchito da una serie molto pregevole
di menu animati e da una qualità audio/video di livello decisamente
superiore.
Ad impreziosire il tutto, il cd allegato che contiene una selezione
di 11 brani presenti nel dvd: in sostanza, una produzione che
rappresenta sicuramente una manna per tutti gli appassionati di blues,
mentre per tutti gli altri potrebbe essere l'occasione per avvicinarsi
a questo genere, bellissimo e purtroppo così poco frequentato
dal grande pubblico.
Un articolo di Mauro80
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