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Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd

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In occasione della sua morte ho deciso di scrivere la storia di un grande artista, rovinato dalla droga come tanti altri…È, anzi era, Syd Barrett, vero nome Roger Keith Barrett, fondatore dei mitici Pink Floyd.

Syd nasce a Cambridge nel gennaio del 1964. Ha il primo approccio con la musica e con la chitarra a 14 anni quando la madre si fa convincere ad acquistargliene una. La sua passione per questo strumento è fortissima, quasi convulsa, tanto che Syd inizialmente suona 4-5 ore al giorno, poi addirittura giornate intere.

Da giovane frequentava un locale di musica jazz, genere, insieme al blues, al quale Syd rimarrà sempre legato: infatti i primi pezzi dei Pink Floyd erano blues, riarrangiati dalle meravigliose improvvisazioni del genio di Barrett. In questo locale nasce il soprannome di Syd, infatti c’era un anziano di nome Sid Barrett: tutti cominciarono a chiamarlo Syd, con la Y invece della I, per poterli distinguere.

Il nome del gruppo, Pink Floyd, viene dai due bluesman preferiti da Syd, Pink Anderson e Floyd Council.

Barrett portò i Pink Floyd al successo con l’album “The Piper At The Gates Of Dawn” grazie alla sua personalità trascinante e grazie alle sue spettacolari esibizioni: accompagnate dal light show, un gioco di luci all'interno del quale si muoveva in armonia con la musica, durante i live della band.

Ma la fama non gli fece bene...

Cominciò ad assumere dei farmaci sintetici costringendo gli altri componenti del gruppo a chiamare a supporto il chitarrista e compagno di università di Barrett, Dave Gilmour: quest'ultimo prese il posto di Syd, che ormai non era più nelle condizioni mentali di abbracciare una chitarra. Gilmour avrebbe anche rilasciato un’intervista in cui diceva che i problemi mentali di Syd non erano dovuti solo all’LSD, ma che la droga ne aveva solo accelerato la comparsa.

Dopo aver lasciato i Pink Floyd, Barrett fece due album da solista, “Madcap Laughs” e “Barrett”. In questi album Barrett venne aiutato da Gilmour, il suo migliore amico tra i Pink Floyd. Anche con gli altri componenti del suo ex-gruppo comunque mantenne buoni rapporti.
Le canzoni di questi dischi sono “carogne scheletriche di sensazioni, tenui bagliori di una mente congestionata, rallentate a dismisura, scarnificate, squarciate da spasimi lipemaniaci.” (Mi piaceva questa frase! ).
Syd registra in uno studio vuoto, si percepisce già la solitudine del manicomio in cui sarà rinchiuso di li a poco...

Dopo l’uscita dall’ospedale non si hanno molte notizie di Syd, si sa che andò a Cambridge a vivere con la madre, e che dopo la morte di quest'ultima si chiuse ancora di più in se stesso, coltivando l’hobby della pittura astratta, con l’apparente abbandono di una qualsiasi idea musicale.

Nel 1975 i Pink Floyd incisero l’album “Wish You Were Here” dedicato al loro ex leader. Durante la presentazione dell'album ad amici e parenti, negli studi storici di Abbey Road si presentò uno strano personaggio: completamente calvo, grasso, e con le sopracciglia rasate, con in mano una busta della spesa...
si aggirava tra i presenti, che lo guardavano allibiti. Il primo a riconoscere Syd Barrett in quella figura ormai deturpata dagli abusi della gioventù fù, per ironia della sorte, proprio il suo più caro amico tra i componenti dei Pink Floyd, nonché l'elemento che aveva preso il suo posto, ossia Dave Gilmour, il quale lo invitò in regia ad ascoltare il prodotto della nostalgia provocata nel gruppo dalla sua assenza. Dopo aver ascoltato l'album, Barrett disse sorridente: "mi sembra un po' datato, che ne dite?", e uscì così come era arrivato, lasciando Gilmour e compagni inebetiti e con le lacrime agli occhi.

Al Live8 del 2005 i compagni hanno ricordato Syd con l’esecuzione di “Wish You Were Here”, pronunciando queste parole “Anyway, we're doing this for everyone who's not here, particularly, of course for Syd."

La morte di questo grande artista della chitarra ha stupito il mondo nel luglio del 2006, quando nessuno, nonostante le apparenze, lo aveva dimenticato.
Almeno adesso la gente non andrà più in vacanza a Cambridge solo per bussare a casa dell’artista Syd e fotografare quel volto segnato dal tempo, dalle droghe e dai problemi mentali... a fotografarlo come un animale allo zoo, magari dicendo: "Ecco il volto del creatore di una leggenda chiamata Pink Floyd".

La discografia di Syd solista è nella raccolta Crazy Diamond, dove oltre ai suoi due album è presente Opel, che contiene il materiale per il suo terzo lavoro... mai uscito.

In questo sito è contenuto un articolo molto bello sulla morte di Syd, dal quale ho preso qualche spunto..

La morte di Syd

Un articolo di CrAzYfAbIoL0, suggerito dall'utente "Pink Floyd", rivisto e pubblicato da Dufresne

Articolo originale e commenti: Volete sapere qualcosa su SYD???


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