1 intanto se leggi più sopra ho scrtto che Val di Noto non è una valle
Mi riferivo all'articolo "la" usato, ma non importa, se entrambi abbiamo capito tutto bene.
2 francamente petrolio qui da me non ce n'è perche è se c'era la Sicilia diventava ricca (ci sono stati scavi verso Ragusa, è stata trovata qualcosa ma ritenuta insufficente x avviare l'apertura di un giacimento)
Non puoi saperlo, non è così semplice, altrimenti alcuni giacimenti appena scoperti all'estero sarebbero stati scoperti un sacco di tempo fa. Inoltre il prezzo del petrolio ora rende vantaggioso sfruttare giacimenti con petrolio di scarsa qualità o pieno di contaminanti (Kashagan, sabbie bituminose del canada,...) che un tempo erano scartati subito. Intendiamoci, nemmeno io so se c'è e in realtà quello che volevo dire è che se qualcuno vuole spendere milioni per fare degli scavi vuol dire che almeno qualche serio sospetto (magari infondato per carità!) ce l'ha. Del resto quello in Basilicata per quanto tempo è rimasto "nascosto"? Finché gli scavi esplorativi non hanno dimostrato il contrario.
3 anche se ci fosse petrolio non voglio vedere sui miei territori scavi, trivelle, pompe, raffinerie e oleodotti, mi accontento restare povero e campagnolo ma no veder deturpato l'ambiente attorno a me
Su questo, pur non abitando lì, sono d'accordo con te, anche se ci fosse non credo assolutamente ne valga la pena.
4 i soldi "se li mangiano" significa che ricevono i contributi e al posto di continuare i lavori si intascano i soldi x loro lasciando tutto a meta dopo aver fatto danno
Aspetta, mi sa che non hai bene chiaro come funziona: non ricevono proprio nessun contributo, perché non esistono. L'azienda si prende tutte le spese e gli oneri, sono la regione, la provincia e il comune che ricevono le royalties se e quando verrà trovato il petrolio. E' per questo che i politici sono spesso a favore di queste cose, perchè se il petrolio c'è l'amministrazione riceve un sacco di soldi (come succederà in Basilicata, l'accordo in tal senso è già esistente e credo anche firmato)
Il problema per il territorio sono ovviamente gli scavi e, quando un giorno i giacimenti dovessero esaurirsi, il fatto che probabilmente non verrà fatto risanamento (ma qui si parla di anni e anni a venire in tutti i casi)
Per l'azienda è vantaggioso solo se il petrolio c'è e ti dirò di più, è un bel rischio perchè se non c'è niente possono perdere parecchio in denaro e valore delle azioni. E' così che funziona. Evidentemente pensano che "il goco valga la candela".
Questo lo dico non perchè me ne freghi qualcosa di quell'azienda, anzi spero proprio non facciano nulla in quella zona. Ma perchè il modo migliore per opporsi a queste cose è
sapere bene come funzionano queste cose per trovare il modo giusto di agire. Non urlare la vecchia (e inutile) teoria del: "lo fanno solo per farci del male", o immaginare assurde teorie del complotto. Nessun tribunale serio accetterebbe mai simili motivazioni per fermare il tutto. Meglio allora fare studi seri (seri per favore... non come certe cavolate che ogni tanto si vedono per certe proteste...)
Proprio perchè parliamo di speculatori, a loro di "farci del male" non gliene frega proprio niente. Gli interessa il profitto e se non lo ottengono (cioè non trovano niente) allora ci perderanno pure, perché non ricevono nessun vero contributo o altro sussidio. Capire le loro motivazione (nel senso di essere consapevoli del loro punto di vista, non vuol dire accettarlo) è il primo passo per non commettere errori grossolani che tolgano credibilità alla protesta come successo in altri casi. Altrimenti si rischia che anche le motivazioni serie contro i lavori vengano ignorate perchè portate avanti da gruppi diventati non credibili.