di Mauro80
Presi oggi i biglietti per Grugliasco, non vedevo l'ora... appena finito il raduno monto la tenda dentro il centro commerciale :-OO
...chi ci raggiunge? Dai che il biglietto costa soli dieci euri :SSS
EDIT ed eccoci qua, con ancora negli occhi e nelle orecchie le evoluzioni di Alex, la sua simpatia, il suo carisma.
Si fa attendere un pochino, tecnici che spuntano da ogni dove e lui non esce mai... finalmente, pochi minuti dopo le dieci, il concerto comincia: Alex e la band ci regalano (visto anche il prezzo del biglietto) uno spettacolo di due ore, con una scaletta formata dai suoi maggiori successi e da canzoni meno note, da un pop che dal vivo diventa Musica con la emme maiuscola e a trecentosessanta gradi, toccando il blues, il jazz e la canzone d'autore. Highlights della serata sicuramente i pezzi eseguiti con il Dobro, "Se il feeling non c'è", la cui coda diventa l'introduzione per "Milano", stupendo blues metropolitano che con l'unplugged ha trovato la fortuna che meritava già anni fa; il suo omaggio a Bennato con "L'isola che non c'è"; il solo strumentale di tastiere, batteria e percussioni... un percussionista coinvolgente che ha giocato con il pubblico rendendolo protagonista della serata; e soprattutto, l'infinita introduzione a "7000 caffè", un lunghissimo strumentale di chitarra (a occhio e croce sugli 8 minuti) in cui vedo fare cose mai viste in Italia su di un'acustica, compreso un pezzo con sola mano sinistra... ok farlo su di un'elettrica magari con una testata hi-gain, ma in acustico è sbalorditivo. Anche qui Alex si intrattiene con il pubblico che batte le mani all'unisono, e chiede se può accelerare un po'... e poi ancora un po'... "Ma allora volete la guerra"... rende omaggio a Jimi facendo tutta Purple Haze in 30 secondi, poi rallenta... e via di 7000 caffè, ma il costo del biglietto è già stato ampiamente ripagato per i funambolismi a cui abbiamo assistito fino a pochi secondi prima. Occhi lucidi per "La vita sognata" e "Lo zingaro felice", e solito finale "caciarone" come dice lui, con "La vasca".
Finito il concerto, resta il ricordo di una grande performance (e quandomai Alex ci ha delusi in questo senso), molte risate per lo spirito cabarettistico del chitarrista, che spesso e volentieri si intrattiene con la propria audience, e la consapevolezza di avere in casa nostra un talento come pochi, che va assolutamente visto dal vivo per capire di cosa si stia parlando. Non si tratta di pop, di canzonette, di tecnica fine a se stessa... qui si tratta di una persona che ha il suo habitat naturale nel palcoscenico e non nello studio di registrazione.
Nel complesso, il tour "Chitarra voce & piede" del 2003 mi colpì di più... ambiente più intimo, più spazio alla chitarra e al talento di Alex... ma anche questo concerto lo ricorderò per tanto tanto tempo.
Fatevi un regalo ragazzi... accattatevi un biglietto e andate a vedere questo guaglione, non resterete delusi ;)