Introduzione: Conosciamo lo strumento

Per proporre Accordi Tab e Note. Per discutere le tematiche riguardanti questo meraviglioso strumento, affascinante nelle sue tonalità Base quanto fondamentale per la ritmica e l'accompagnamento. Esponi qui i tuoi dubbi ed i tuoi suggerimenti...

Introduzione: Conosciamo lo strumento

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LEZIONI DI BASSO ELETTRICO di deVinter

Introduzione: Conosciamo lo strumento

- Storia
- Il basso, le caratteristiche ed i componenti
- L’amplificatore per basso
- Accordiamo il nostro basso


Storia:
Il basso elettrico nasce nella seconda metà del 1900 dall'idea di Leo Fender di rendere più "accessibile e maneggevole" il contrabbasso. Infatti quest'ultimo rendeva difficile il trasporto per il suo ingombro e pesantezza e inoltre creava problemi di amplificazione. Sulla base della chitarra elettrica, Fender, trasportò questo strumento trasformandolo in una chitarra basso, aveva la struttura di una chitarra appunto, con un manico più lungo e con le corde accordate come quelle del contrabbasso. Con l'inserimento dei tasti nel manico e dei pickup( microfoni ) nel corpo divenne uno strumento accessibile a tutti molto più facile e preciso da suonare. L'evoluzione poi ha portato a migliorare notevolmente le caratteristiche rendendolo più ergonomico, lasciando una maggiore agilità e libertà al musicista.
Inizialmente fu suonato da chitarristi, che avevano già un’esperienza nell’ambito dello strumento a tracolla, poi divenne oggetto di studio come strumento a sé vero e proprio, con tecniche e studi molto precisi e particolari, conquistando così la scena musicale.

Il basso, le caratteristiche ed i componenti:
Il basso elettrico fa parte della famiglia dei cordofoni, per intenderci tutti quei strumenti a corda, ed è così composto:
Il corpo, che è generalmente realizzato in legno massiccio, si divide in due categorie: solid body e hollow body. Il primo è a corpo pieno, senza cassa armonica o di risonanza. Il secondo è un corpo totalmente o in parte vuoto, simile agli strumenti acustici. La qualità del legno del corpo è molto importante perché è artefice di un buon suono.
Nel corpo troviamo i pickup,sono disposti sotto le corde, generalmente al centro del corpo stesso. I pickup, comunemente chiamati microfoni (perché grossomodo sintetizzano questa funzione), captano il segnale elettrico emesso dalla vibrazione della corda, che poi passando per un circuito elettrico verranno successivamente amplificati dall’amplificatore appunto. Esistono in commercio svariati tipi di pickup e vanno innanzi tutto divisi in due macrosettori: i pickup attivi e i pickup passivi. I primi, sommariamente parlando, hanno bisogno di una potenza maggiore e quindi vanno alimentati, solitamente da batterie. I secondi non hanno bisogno di essere alimentati. La costituzione del pickup varia moltissimo, ma apriremo eventualmente un discorso più avanti.
Proseguendo,con lo strumento imbracciato, nella parte bassa troveremo i potenziometri, che fanno parte del circuito elettrico. Questi ci permettono di modificare il volume e l’equalizzazione del suono in uscita, nei circuiti attivi il controllo risulta più efficace, con la possibilità di equalizzare il filtro attivo e avere una preamplificazione del segnale in uscita.
Nel corpo troviamo inoltre il ponte, ovvero la struttura dove sono agganciate o ancorate le corde, può essere situato nella parte superiore dello strumento, ma anche nella parte posteriore. Il ponte è un elemento importante, perché a seconda della sua costituzione il sustain( sostegno,la durata ) del suono si modifica.
Dal corpo dello strumento parte il manico. Questo può essere costituito in diversi modi, a seconda di come viene congiunto al corpo e sono: bolt-on neck e neck through body, rispettivamente; avvitato al corpo o un ricavato unico con il corpo. Le caratteristiche sostanziali sono che: il primo ha un risposta più rapida ed efficace ma le vibrazioni trasmesse lungo il manico non sono poi così eccelse, mentre il secondo ha una risposta più lenta però con una migliore trasmissione di vibrazione.
Nel manico troviamo la tastiera, ovvero la superficie di legno dove vengono premute le corde per ottenere i suoni desiderati. La tastiera può avere i tasti o può anche non averli ( in questo caso fretless ). Nel primo caso i tasti sono segnati da una barretta metallica disposta perpendicolarmente rispetto il manico stesso e indicano le diverse note musicali a distanza di un semitono tra loro. Per quanto riguarda il secondo caso i tasti non sono segnati e l’esecutore suona lungo tutto il manico, questo prevede una grande conoscenza dello strumento e importa inoltre al basso un’altra serie di note, che noi occidentali non utilizziamo, ovvero i quarti di toni, utilizzati molto nella musica araba. La tastiera è generalmente costituita da un legno duro e liscio come l’ebano o il palissandro.
A termine del manico troviamo poi la paletta, che ospita le meccaniche, ovvero l’altro capo terminale delle corde, servono a tirare o allentare le stesse per raggiungere l’accordatura desiderata. Tra la paletta e il manico troviamo il capotasto, generalmente composto di osso, che si trova a capo della tastiera e serve a distanziare le corde e a far partire la vibrazione.
Le corde infine si dispongono su tutto lo strumento,in particolare sulla tastiera, partendo dal ponte fino alle meccaniche, fermate dal capotasto. Generalmente sono 4, ma possiamo trovare benissimo bassi a 5, 6, 8 o più corde e sono costituite da materiali come acciaio o nickel. Hanno un diametro leggermente differente a seconda delle esigenze del musicista, sono comunque realizzate in modo da emettere delle vibrazioni comprese nel range richiesto dal basso elettrico.

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L’amplificatore per basso:
L’amplificatore, come dice la parola stessa, è quello strumento elettronico ed elettrico che ci permette di amplificare il nostro suono, ovvero è quello strumento che ci fa ascoltare cosa stiamo suonando.
L’ampli del basso è molto più sofisticato di quello della chitarra perché deve captare, lavorare e riprodurre a range di frequenze diverse. Frequenze più basse, sono più difficili da lavorare, ed è per questo che gli ampli per basso hanno bisogno di più potenza e qualità. Generalmente li troviamo in commercio dai 60W ai 300W, il consiglio che vi do e quello di non acquistare ampli al di sotto di 60W di potenza perché lavorano male e rischiate di romperli. Un ampli ve lo portate avanti tantissimo, scegliete quindi una potenza adeguata da poter lavorare sia in sala prove che sui palchi, vi consiglio un 100W. Ce ne sono di svariati modelli, marche e prestazioni, ove necessario apriremo un dibattito anche su questo.

Accordiamo il nostro basso:
Prendiamo il basso, colleghiamo il jack(cavo) all’uscita(out), solitamente, posta appena sotto i potenziometri e poi all’ingresso(in) del nostro accordatore. Accendiamo l’accordatore, controlliamo che sia ( a seconda dei modelli ) su mode bass auto 440Hz e suoniamo la quarta corda ( appoggiate l’indice sopra la corda e “suonatela” come se doveste tirare l’elastico di una fionda per poi lasciarlo [non esagerate non stiamo facendo la guerra] ), la corda in questione deve essere lasciata libera di suonare, non ostacolatela con le mani o altro. La quarta corda, per intenderci, è la più grande di tutte ed è quella posta più vicino al nostro volto, più in alto, a seguire verso il basso e quindi in direzione terra, avremo la terza la seconda e la prima corda(la più fina). La 4° corda è un MI, la 3° è LA, 2° è RE e la 1° è SOL. Incontreremo però,per differenti diteggiature, un modo diverso di scrivere la notazione musicale e solitamente nel nostro accordatore vedremo apparire delle lettere, quali A,B,C,D,E,F,G che corrispondo A=La, B=Si, C=Do, D=Re, E=Mi, F=Fa, G=Sol, quindi consideriamo le corde come:

1° = Sol = G
2° = Re = D
3° = La = A
4° = Mi = E

Tornando a noi, suoniamo la quarta corda che quindi dovrebbe apparire sul display dell’accordatore come una E. Se non fosse così allora controlliamo, sempre grazie al display, se è più grave e quindi bassa o più acuta e quindi più alta, potrebbe apparire una nota corrispondente, ad esempio D, quindi sapremo che è più bassa di E e dovremo tirare(girare la chiave in senso orario o antiorario a seconda della costruzione) la meccanica corrispondente alla corda e quindi far salire la nota fino a raggiungere E, oppure nel caso contrario ci appare una F, quindi dovremo allentare la corda per raggiungere un suono più grave pari ad E. In un secondo caso potrebbe esserci nel display un indicatore che ci dice se siamo troppo bassi( b) o troppo alti ( # ). Si procede allo stesso modo con su tutte le corde, fino ad aver raggiunto l’accordatura standard sopra riportata.

Inizialmente sarà necessario accordare lo strumento di frequente per abituare le corde a quel tipo di tensione.

Siamo pronti per suonare!


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