di slash92
ecco la formazione di una band moderna
Batterista o batteraio: E’ per definizione “il generatore naturale del rumore”.Mai regolare il volume degli strumenti prima che ci sia lui in sala o su un un palco, e’ lui il vero “master volume”.
Se avete dei dubbi, sull’acquisto di un ampli, e non sapete se prendere un 30,un 50 od un 100W,
portatevi dietro il vostro batterista, fatelo suonare vicino a voi, ed avrete subito la risposta.
Il batteraio e’ colui che suona qualsiasi cosa gli capiti davanti, il cruscotto della macchina, la vostra schiena, il tavolo della pizzeria….insomma ragiona come se avesse sempre in mano le bacchette.
Solitamente e’ l’unico che in sala pronuncia la seguente frase: “Ragazzi, stasera mi raccomando con i volumi”.Essendo impossibilitati a incastonargli nella schiena una manopola di master volume, la risultante e’ che nel primo pezzo si sente solo la batteria, il resto della serata e’ un crescendo di db.
Solitamente e’ quello che, in fase di preparazione del palco, monta per primo, disponendo la sua strumentazione in maniera ultra-comoda, ed occupando i ¾ dello spazio, spesso e volentieri crede di fare ottimi passaggi, ricchi di finezze, ignaro del fatto che il 90% delle spiattate e’ fatto dalle palettate della chitarra sul raid, con eco di bestemmia in coda.
Bassista o Bassaio:qui si gioca in casa, l’ho sempre visto come lo Ying-Yang del gruppo. E’ il piu’ calmo e posato, oppure e’ quello che fa piu’ casino sul palco, quello che regge meno l’alcool, con conseguenti svarioni tonali.E’ padrone incontrastato delle sue frequenze, non provate mai ad avere una equalizzazione troppo spinta sulle basse, altrimenti il suo richiamo arriverà puntuale e preciso
“se usi cosi’ tanti bassi, rischiamo di confonderci”.Famose le diatribe tra tastieristi e bassisti, dove questi ultimi rimangono schiavi del loro sogno latente: tagliare la mano sinistra del tastierista.
Fondamentalmente si suddividono in due Sub-generi.
Il bassista tonico: Lavora esclusivamente sulle toniche
Il Bassista atonico: Non ne mette una ,nemmeno quando servono.
Si bea del fatto che puo’ tranquillamente suonare in diretta, e mentre voi state ancora scaricando la macchina, lui ha gia accordato ed e’ pronto per suonare.
Tastierista o tastieraio: Specie protetta in via di estinzione, viene tenuto legato alla porta della sala prove dagli altri del gruppo, per paura che questo scappi e non si faccia piu’ vedere,…ai voglia poi a trovarne altri.Solitamente vive solitario, nutrendosi di basi midi e di software.
Viene considerato come unico detentore dello scibile armonico del gruppo, ed ha anche fama di
“tapulatore” (questa e’ dialettale=tappabuchi).La richiesta che odia di piu’ e che lo fa assomigliare ad un ambulante tunisino e’ “il pezzo sembra vuoto,…mettici un tappeto”
Solitamente impiega piu’ tempo del batterista per montare la strumentazione, tra supporti, impalcature, rack, sgabelli occupa il posto lasciato dal batterista sul palco, con conseguente disappunto degli altri membri.Solitamente, nonostante abbia 800 presets a disposizione, utilizza sempre tre suoni, perche’ gli risulta difficile canbiarli durante l’esibizione.
Cantante o Vociaio: Da sempre considerato il front-man/woman del gruppo, vive in continua adorazione del suo ego, arriva per ultimo/a, attacca il cavo al microfono ed inizia la sua personale messa: “non riesco a sentirmi”. Questi quattro vocaboli sono il suo marchio di fabbrica, imprescindibili, senza i quali non si puo’ nemmeno essere chiamati cantanti.
Vive in simbiosi con “la cartellina dei testi”, senza la quale assume uno sguardo vitreo e privo una qualche alfabetizzazione.Solitamente e’ quello che durante la sistemazione del palco e’ addetto al catering; ovvero sta seduto e beve una birra.
Rimane comunque determinante per il giudizio su una band.
Chitarrista o chitarraio: anche qui si gioca in casa. E’ la specie piu’ numerosa, vive raminga per i vari negozi di musica alla ricerca di tutto quello che e’ superfluo.
Puo’ rimanere ore in contemplazione del suo strumento, con il quale ha una sorta di rapporto onanistico-protettivo.Spesso e volentieri si sono visti esemplari della specie, passeggiare per il palco slinguando una Stratocaster.
Su una durata di due ore di prove, un’ora e mezza le passa girato verso l’amplificatore, o accucciato sulla pedaliera, girando assiduamente ed avidamente una miriade di manopoline.
Nella restante mezz’ora esprime ogni due minuti solo quattro vocaboli : “che suono di ...”.
In questo troviamo un certo parallelismo con il Cantante.
Raramente suona accordato, e soffre di una malattia a cui ad oggi non e’ ancora stato trovato il rimedio “Autoinnalzamento inconscio del Master”.
Su queste basi vive in continua sfida con il batterista, ed il piu’ delle volte ne esce vincitore, ma non riesce a sentire gli applausi, perche’ completamente audioleso.