Psychedelic rock
Questo genere musicale nacque tra gli anni '60 e '70 contemporaneamente sia negli USA che in inghilterra.
I DISCHI PIU FAMOSI
Il nome
Psichedelic proviene dal greco: psyché (anima) e de-lô (rivelo), rivelazione dell'anima.
Secondo i rappresentanti di questa corrente musicale la "RIVELAZIONE" era possibile solo con l'assunzione di allucinogeni: psilocibina, mescalina e LSD...
L'assunzione di quest'ultimi infatti alterava le percezioni di chi le assumeva e portava l'animo umano in un'altra dimensione.
Il termine Psichedelic lo si deve al gruppo 13th Floor Elevators che nel 1966 pubblicarono "The Psychedelic Sounds of the 13th Floor Elevators".
Generalmente il
rock psichedelico veniva concepito in condizioni alterate dell'animo, quindi per poterne godere pienamente si riteneva andesse ascoltato in condizioni analoghe.
L'estasi provocata dalla droga permetteva il passaggio attraverso le porte della percezione sia del musicista sia dell' "ascoltatore".
Tra le droghe necessarie al valico delle porte della mente ha un ruolo importante il peyote: discendente dai nativi americani e simbolo della psichedelia dei DOORS.
Senza travalicare il mondo degli acidi invece alcuni artisti si sono avvalsi di espedienti tecnici volti a creare suoni particolarmente insoliti, usando in modo "esasperato" effetti sonori all'epoca quasi inediti come delay e phasing, o inserendo nei brani registrazioni riprodotte all'indietro o a velocità modificata, voci o altri rumori, e così via.
E' molto difficile definire quali siano stati i gruppi psichedelici, semplicemente perchè non è un genere ne fine a se stesso ne puro, si assembla continuamente ad altri sound: è il caso del blues/rock dei Doors, e dei Pink Floyd (ancher se qust'ultimi hanno varcato la sottile soglia del progressive), acid rock nel caso dei Greatful Dead che diffusero questo genere negli stati uniti (le loro esibizioni erano uno spettacolo affascinante, i loro concerti erano guidati dalla mano dell'lsd e una canzone poteva durare da pochi minuti a svariate ore), ci fu poi la band di "folk-rock" dei Jefferson Airplane, che nel 1967 incisero i primi singoli di successo chiaramente psichedelici: White Rabbit e Somebody to Love.
Il rock psichedelico si diffuse fino ad influenzare gruppi che sarebbero potuti apparire molto lontani da quel contesto culturale, come i Beach Boys col loro album Pet Sounds ed il singolo Good Vibrations del 1966.
Nel versante blues rock una menzione la meritano anche Jimi Hendrix e Cream.
La maggior parte di essi durante la loro carriera abbandonarono la psichedelia per un ritorno alle origini.