Capire la tonalità della propria voce esperti e principianti

In questa sezione potete spiegare le vostre difficoltà e chiedere consigli sia tecnici che teorici in generale (non legati ad una canzone in particolare). Oppure proporre esercizi e lezioni per migliorare alla chitarra elettrica, acustica o classica...

Messaggiodi valerio_vanni

dolciste ha scritto:
Apparentemente sì


Allora abitiamo relativamente vicino! E' molto importante per il sito avere uno che ha studiato ed è esperto nel campo del canto.

Volevo chiederti: visto che non si può parlare di tonalità ma di estensione, è possibile capire l'estensione della propria voce? Spero di non aver sbagliato domanda!


Si tratta di prendere uno strumento e cantare dietro alle singole note, per capire quali sono la nota più bassa e quella più alta che si riescono ad emettere.
A voce fredda conviene partire da quella più bassa e poi salire, visto che le note basse sono giusto un po' più basse del parlato ed escono a freddo senza grandi problemi.

Un consiglio: per la parte alta è meglio provare dopo avere cantato un po'.

Va bene un qualsiasi strumento che sia accordato e che non sia traspositore di frazioni d'ottava (ad es. i sassofoni sono da evitare).
Visto che siamo su un forum di chitarra, diciamo di usare la chitarra :-)

Incollo qui sotto uno schema di note, con tanto di pentagramma e frequenze: è riferito al piano, ma ho scritto su alcuni tasti le note corrispondenti alle corde della chitarra a vuoto.
Attenzione: ho messo le note reali emesse dallo strumento, perché stiamo cercando semplicemente di capire delle altezze di suono. Preciso questo perché la chitarra è uno strumento traspositore e gli spartiti sono scritti un'ottava sopra all'emissione reale.

Ho anche messo dei numeri sui Do, è per riconoscerli e capirsi quando si scrive. Tutta l'ottava a destra di un Do ha lo stesso numero: La2 - Si2 - Do3 - Re3 - Mi3 - Fa3 - Sol3 - La3 - Si3 - Do4 - Re4 - Re#4 -etc.
I numeri non li ho messi a caso: nella notazione convenzionale europea il Do centrale (circa 260 Hz) è il Do3. E' importante memorizzarlo per capirsi meglio nelle discussioni, altrimenti si rischia che uno parli in piedi e l'altro capisca in centimetri.

Per fare un esempio pratico, le corde a vuoto della chitarra producono Mi1 - La1 - Re2 - Sol2 - Si2 - Mi3.

Per le voci maschili conviene provare a cercare la nota più bassa attorno al La1 (corda La a vuoto), per quelle femminili un po' sopra al Re2 (corda Re a vuoto). Questo in linea approssimativa, all'interno dei gruppi maschile e femminile c'è una variabilità individuale molto ampia.

Quello che viene fuori (l'estensione totale) è una misura abbastanza grezza e non estremamente significativa né facilmente confrontabile con quella di altri visto che possono cambiare i criteri di misurazione.
Uno può decidere di "mollare" prima durante la salita o la discesa se ritiene che quelle note non siano usabili o troppo faticose. Diventa anche una scelta di stile: uno può decidere di usare certe note in una canzone ma non in un'altra.

Il passo successivo è quello di suddividere l'estensione in zone secondo vari criteri (zona facile - zona critica - zona pericolosa, alti - medi - bassi o altro), ma anche introducendo criteri il metodo di misurazione è sempre lo stesso.

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valerio_vanni
 
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Messaggiodi dolciste

Anche il mio maestro di chitarra mi aveva detto che conveniva usare una pianola.

Appena ho un pò di tempo (sono in pausa pranzo) provo un pò a sfruttare i tuoi consigli.

Per la nota più bassa hai detto che all'incirca è La1 :in linea teorica è quantificabile anche la nota più alta che una voce maschile può raggiungere ?

E il parlato sempre generalmente su che note si assesta?

Grazie


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Messaggiodi valerio_vanni

dolciste ha scritto:Anche il mio maestro di chitarra mi aveva detto che conveniva usare una pianola.

Appena ho un pò di tempo (sono in pausa pranzo) provo un pò a sfruttare i tuoi consigli.

Per la nota più bassa hai detto che all'incirca è La1:


E' vero, un piano ha una visuale lineare che dà una buona idea dell'estensione: la chitarra con le sue scale spezzate su più corde non è il massimo.

No, non la intendevo come nota più bassa, davo semplicemente un punto di riferimento per la zona in cui iniziare a cercare.
Per qualcuno c'è sicuramente abbastanza margine sotto, per qualcuno ce n'è poco... è comunque una nota che la maggior parte degli uomini riesce a fare.
Per le donne invece è una nota off-limits, sono già poche quelle che arrivano al Do2. Infatti per le donne consiglio di provare un po' sopra al Re2.

dolciste ha scritto:in linea teorica è quantificabile anche la nota più alta che una voce maschile può raggiungere ?


Purtroppo il discorso si complica enormemente perché sull'acuto oltre ai fattori fisiologici hanno un'influenza pesante anche i fattori tecnici.

dolciste ha scritto:E il parlato sempre generalmente su che note si assesta?


All'incirca mezza ottava sopra alle note più basse della voce.
Ripeto che comunque c'è una variabilità individuale abbastanza ampia... approssimativamente per le voci maschili si va dal La1 al Mi2 e per quelle femminili dal Fa2 al Si2.


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Messaggiodi Kraken

ma come si fa a stabilire se uno è un soprano tenore contralto... ???


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io sono stato una voce bianca...perchè non mi riesce di cantare musica moderna?


melodia armoniosa e tediosa mormorante: domani....domani? sì, sissì ....domani...potrà annegare o volare, o morire...
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Messaggiodi valerio_vanni

Kraken ha scritto:ma come si fa a stabilire se uno è un soprano tenore contralto... ???


Principalmente da due cose:

-L'estensione (e la tessitura), le note che si emettono in pratica

-Il timbro della voce

Però la classificazione è un argomento parecchio delicato, difficile e discusso.
Inoltre è uno schema proprio del genere lirico, per chi canta in altri generi non ci sono gli stessi ruoli codificati quindi si rivela anche poco utile.


valerio_vanni
 
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Messaggiodi tangy

ma la tonalità è solo quantitativa? a me pare di no...esiste una qualità...ed allora le tonalità possono essere infinite...


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Messaggiodi valerio_vanni

tangy ha scritto:ma la tonalità è solo quantitativa? a me pare di no...esiste una qualità...ed allora le tonalità possono essere infinite...


Non riesco a seguire il tuo discorso... che intendi per "le tonalità possono essere infinite"?

Per la voce non ha senso parlare di tonalità, il termine corretto è estensione (da nota x a nota y).
Se intendi dire che, all'interno del range di note che si riescono ad emettere si possono individuare zone con qualità differenti mi trovo perfettamente d'accordo, ma non capisco la cosa delle "tonalità infinite".


valerio_vanni
 
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Messaggiodi dolciste

Valerio lascia perdere...tangy vuole farti perdere tempo lo sai vero?


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Messaggiodi valerio_vanni

dolciste ha scritto:Valerio lascia perdere...tangy vuole farti perdere tempo lo sai vero?


A dire il vero non me n'ero accorto...

Comunque facendo una piccola ricerca ho visto che hai ragione, grazie dell'info :-)


valerio_vanni
 
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Messaggiodi MAIKIE

Kraken ha scritto:ma come si fa a stabilire se uno è un soprano tenore contralto... ???


Non sempre è una cosa così immediata in quanto l’estensione della voce umana può variare in relazione all’allenamento, allo stato d’animo e all’emozione del momento, inoltre le note più acute o più basse emesse possono risultare musicalmente imprecise (in pratica solo urla o suoni gutturali).

Il modo più spartano per poterlo stabilire è quello di intonare una nota che risulta essere abbastanza naturale ed in linea con la propria voce parlata e compararla con quella di uno strumento musicale per individuarla sul pentagramma.
(generalmente è il do centrale).

Quindi provare a fare una serie dei vocalizzi (se ci si aiuta con un pianoforte è meglio) con note ascendenti e discendenti. (attenzione a non sforzare mai le corde vocali e smettere subito se subentra un senso di fastidio).
Indicare queste note su un pentagramma poi confrontare la scala di note emesse con pentagrammi in chiave di soprano e contralti per le femmine o tenori e bassi per i maschi. (Escludendo i mezzosoprani e baritoni per semplicità) e per consonanza stabilire l’estensione della propria voce.

La chiave di soprano ha il do centrale (il do sotto della chiave di violino) al primo rigo del pentagramma, la chiave di contralto al terzo rigo, quella di tenore al quarto rigo mentre quella di basso o FA alla sesta riga in alto.
Ciao a tutti
MK


MAIKIE
 
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Messaggiodi jack_violin

e che discussione lunga!
dico la mia :-)

molti a parte il buon vanni, non hanno capito una ... di cosa significa la parola tonalità.

dire che si canta meglio in mi è una .. :-) :-) .. pazzesca, in pratica e in teoria.

quando si parla di tonalità si guardano le alterazioni in chiave sulla partitura, in base alle quali si costruisce sia la melodia che l'accompagnamento.

il cambio di tonalità per "abbassare" o "alzare" un brano è un artificio per adattare qualcosa alle proprie qualità

molti gruppi stranieri utilizzando accordature di mezzo tono più basse del normale... e sfido chiunque a venire da me a cantare e rendersi conto se sto suonando in mi o in mib senza un riferiemnto precedente. per dire che non è vero che si canta meglio in una tonalità.

io credo piuttosto che in pratica una canzone in mi (per altro credo si parli di mi minore) gli acuti di solito sono dei sol, se si cantasse in la- molto più facilemente si farebbe un acuto in do... assai più difficile. siccome il talento e l'estensione di solito sono ridotti, sembra più facile cantare in mi... in verità è solo statistico non arrivare a una nota difficile.

Ciao,
Aldo


jack_violin
 
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Messaggiodi valerio_vanni

jack_violin ha scritto:io credo piuttosto che in pratica una canzone in mi (per altro credo si parli di mi minore) gli acuti di solito sono dei sol


A me non risulta una prevalenza statistica di questo tipo.
Perché l'acuto dovrebbe stare sulla terza nota della scala?


valerio_vanni
 
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Messaggiodi jack_violin

non è uno studio statistico, era una considerazione fatta un po' un tanto al kg per provare a capire per quale motivo qualcuno ha scritto che si trova meglio a cantare in una determinata tonalità

quindi è chiaramente anche una sciocchezza, era solo un modo per darmi una spiegazione plausibile al fenomeno

il ragionamento partiva dal fatto che con ogni probabilità in una canzone in mi- ci sta anche un accordo di sol da qualche parte e un acuto sulla tonica di un accordo non è mai una cosa sbagliata.

ora con questo giro di considerazioni ho pensato che di solito intorno al sol acuto si incontrano le prime difficoltà a cantare, faccia un po' da barriera, mentre una canzone in do...insomma se ti arriva a prendere il do lassù, alla "vivo per..." ecco diventa problematico cantarla in quella tonalità.

:-D

bella pista mentale nèèè buon vanni .-)

Buona serata,
Aldo


jack_violin
 
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