GuItArIsT ha scritto:non è altro che la distruzione di un essere unmano e quindi una creatura di Dio
Oddiooo li odio i bigotti
GuItArIsT ha scritto:non è altro che la distruzione di un essere unmano e quindi una creatura di Dio
mylly ha scritto:lì l'esserci nulleggia
Ensis ha scritto:Argomento serio e per me molto doloroso.
Si può dare un giudizio su chi commette sucidio? Ci sono tante, tantissime cose che non sappiamo degli altri e, purtroppo, spesso persino di chi ci è vicino da tantissimo tempo.
Cosa porta un essere umano al suicidio?
Ho letto tempo addietro dei testi interessanti in cui si parlava di "multifattorialità" del suicidio, ovvero come dietro un'azione così estrema non ci sia solo una causa ma una concomitanza di cause.
Senza escludere motivazioni di carattere psicologico, tra cui vari traumi e disordini mentali, venivano ipotizzate disfunzioni di vario tipo nel funzionamento del cervello. Ovviamente non si trattava delle migliori prove di evidenza scientifica ma di studi ancora in corso i cui riscontri non davano ancora risultati incontrovertibili.
Ancora oggi non so dare una spiegazione al suicidio. Ho visto però il dolore. Tanto, tanto dolore. Così tanto e così tanta disperazione da annichilire la voglia di vivere delle persone. Ricordo un paziente, durante il tirocinio, la cui cirrosi epatica lo stava portando inevitabilmente verso la fine. Deliriva quasi continuamente, chiamando ripetutamente e chiedendo di continuo "quando andiamo?". Lo ripeteva ossessivamente, ad alta voce ed un giorno, mentre ero lì a prendergli i parametri vitali, gli chiedo "dove vuole andare?". Non lo faccio per prenderlo in giro ma solo per provare a vedere se riusciva ancora a capire, se percepiva il mondo intorno a sé oppure era irrimediabilmente perso.
Lui mi guardò, sorridendomi e con le lacrime agli occhi mi disse "voglio andare via. Non ce la faccio più". Era lucido e voleva semplicemente smettere di soffrire. Qualcuno potrebbe obbiettarmi che è diverso. Che un malato terminale potrebbe avere una sorta di "scusante" ma esistono delle malattie, come appunto quelle mentali, che sono altrettanto insidiose ma meno evidenti. Malattie che ti cambiano da dentro, che ti uccidono un po' alla volta, che ti portano lontano da tutto e tutti e ti fanno provare un dolore indicibile, in cui ti senti solo perché è difficile che gli altri capiscano quello che provi e che senti in quel momento.
Non voglio dire che il suicidio sia qualcosa di bello. Voglio solo dire che non si può giudicare con troppa rapidità chi ci ci arriva.
Omino Spatolino ha scritto:...
dolorosamente paradossale
è l'atto di maggior codardia e di maggior coraggio...


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