L’argomento postura è veramente immenso, sarebbe impossibile da trattare in modo completo anche studiandoci sopra una vita. Esistono diverse scuole di pensiero e differenti interpretazioni di questo concetto, quindi anche in questo caso mi limiterò all’essenziale per i nostri scopi.
La postura varia molto da persona a persona e, nello stesso soggetto, a seconda delle abitudini di vita, del momento della giornata, della condizione psicofisica, dell’alimentazione, di condizioni patologiche pregresse, e molto altro. In pratica, tutto ciò che ci accade condiziona la nostra postura, che secondo alcuni studiosi è il modo in cui noi ci poniamo nei confronti del mondo esterno.
Senza snocciolare più di tanto questo aspetto, concentriamoci sulla
colonna vertebrale vista di lato:
Immagine da:
http://www.benessere.com/salute/images/mal_schiena1.gif
si presentano in modo evidente tre curve, chiamate
lordosi cervicale e lombare, e
cifosi dorsale (esisterebbe anche una cifosi sacro-coccigea, ma in questo contesto è trascurabile). La colonna è fatta in questo modo perché l’Architetto che l’ha progettata conosceva bene la fisica e sapeva che queste curve, rispetto a un asse perfettamente lineare, avrebbero conferito all’uomo una maggiore capacità di resistenza ai carichi ed alla pressione (tralascio tutta la spiegazione tecnica e biomeccanica). Se una di queste curve viene annullata, ridotta, o accentuata, per un fenomeno di compenso la stessa cosa accadrà anche alle altre… con conseguenti problemi e dolori che il più delle volte si manifestano all’altezza della zona lombare e degli arti inferiori (ma non solo).
E’ quindi importante mantenere i giusti rapporti tra le curve fisiologiche della colonna e non esasperare queste in un senso o nell’altro.
Un lavoro completo sulla postura implicherebbe un programma di lavoro strutturato ad hoc e personalizzato, un vero e proprio allenamento completo che qui non è sicuramente proponibile… possiamo però svolgere alcuni
esercizi per risvegliare i muscoli che ci aiuteranno a “tenere dritta la schiena”, “raddrizzare la testa”, e che ci permetteranno di svolgere un buon lavoro con il diaframma. Ne propongo un paio:
1. Erezione del capo: bacino e spalle a contatto con una parete, arti inferiori distanti dalla parete circa 30 cm. e leggermente piegati; tenendo un foglio di carta tra mento e sterno, bisogna cercare di sollevare la testa senza far cadere il foglio di carta. Il movimento va eseguito lentamente sia all’andata che al ritorno, per dieci volte. Dopo un
minuto di riposo, altre dieci ripetizioni. Ancora un minuto di riposo, quindi ultime dieci ripetizioni
(totale: 3 serie X 10 ripetizioni, 1 minuto di recupero tra le serie).
2. Retroversione del bacino: medesima posizione di partenza dell’esercizio precedente, anche il capo è in appoggio alla parete. Utilizzando la respirazione diaframmatica imparata in precedenza, pensare di “appiattire la pancia” nel corso dell’espirazione, e di “gonfiarla” durante l’inspirazione. Anche in questo caso l’esercizio va svolto molto lentamente, con le modalità viste sopra (
3 X 10 con un minuto di recupero). Per accorgerci di cosa succede in questo caso, possiamo posizionare una mano o un libro nello spazio che c’è tra la zona lombare e la parete.
Notare la (seppur minima) riduzione della “luce” nella zona lombare dalla prima alla seconda immagine; in queste foto le braccia sono davanti al corpo perché si possa vedere la schiena, ma in realtà l’esecuzione corretta dell’esercizio prevede che queste vadano lasciate andare lungo i fianchi.
Quando svolgiamo questi esercizi, inoltre,
prestiamo molta attenzione alle spalle, che dovrebbero essere il più rilassate possibile. Se sentiamo le spalle contratte interrompiamo l’esercizio, facciamo qualche lungo respiro e poi riproviamo, non c’è fretta…
vAgo ha scritto:...quello che dovrebbe ottenere un cantante e' l'annullamento dell'atteggiamento 'curva' che si forma tra testa e collo il perche' e' presto spiegato mettendosi cosi' il palato molle si alza ed otterremo piu' armonici...
Su questo, data la mia formazione non mi sbilancio perché, come accennavo prima, l’annullamento (o meglio, la riduzione) della fisiologica lordosi cervicale, se da una parte è quasi d’obbligo per un cantante professionista, potrebbe essere più a rischio per una persona comune, perché si ripercuoterebbe con effetti non positivi anche sulle curve dorsale e lombare… con conseguenze che potrebbero essere dolori lombari, sciatalgie, problemi vertebrali, formicolii alle braccia e altro ancora. Dal mio punto di vista, per noi “comuni mortali” è meglio non rischiare.
E’ anche vero che il più delle volte si parte dalla situazione opposta: molti di noi presentano ipercifosi dorsale (la classica “schiena curva”), iperlordosi lombare (il “sedere a papera”, mio problema costituzionale di sempre) e cervicale, quindi gli esercizi che ho proposto non ci faranno sicuramente rischiare niente.
Sono stato un po’ prolisso, ma non potevo trattare un argomento del genere più sinteticamente di così… anzi spero di non avere tralasciato cose importanti! :)
Come sempre attendo risposte e commenti…
8)