Mi riallaccio alla discussione iniziata nel topic della canzone Faccetta Nera, per chiedere a voi tutti se ha ancora senso parlare di sinistra o destra, politicamente parlando ovviamente.
Io trovo che non ci sia ormai differenza tra un Cesa ( segretario di un partito come l'Udc che ha circa il 6%) e Rutelli che sta dall'altra parte.
Che differenza c'è poi tra Casini e Mastella?
Io stento a trovare differenze tra Prodi e Berlusconi, non trovo piu' le differenze che c'erano tra Togliatti ed Almirante per dire.
Cio' perchè , a mio parere, la contrapposizione comunista-fascista oppure sinistroide-democristiano, oggi ha meno senso di una volta.
Ho come l'impressione che ci si stia spostando verso un modello alla tedesca, dove il potere è diviso tra grandi coalizioni filocentriste, opuure come in Usa o in Inghilterra, dove la contrapposizione è tra due schieramenti sicuramenti non estremisti...ci si sta centralizzando o sbaglio?
Magari è solo una mia impressione.
Chiudo con una cosa che mi ha colpito.
L'altro giorno sul treno leggo il giornale del mio vicino, do un'occhiata al titolo de " Il giornale" dichiaratamente di destra e leggo: Il programma di Veltroni? Copiare Berlusconi : piu' sicurezza, meno tasse, piu' lavoro.
Sapete una cosa? Io che invece ho sempre votato a sinistra, trovo che sia vero, ho sentito il discorso di Veltroni su una Tv locale, dato che l'ha fatto a Torino, ed ha affrontato i temi che affronta un Fini o un Berlusconi.
Scusate la lungaggine, è solo che vorrei un vostro parere.
Ciao :wink:
