
h si? Fossi in te leggerei meglio visto che nessuno ha detto questo.Ghigo Renzulli ha scritto:Che abbia sperperato soldi e che abbia rubato soldi dalla beneficienza sono affermazioni dure che io proverei prima di scriverle anche se solo su un forum.
SoundOfDreams ha scritto:. ha fatto molteplici opere di beneficienza cosi come ha sperperato il suo infinito denaro.. mi spiace solo per la sua bimba piccola che crescerà senza padre.

Antonio7 ha scritto:certo un po' di cosette sporche le ha fatte pure lui (tipo tenersi un po' di euri destinati alla beneficenza per un suo concerto ecc.)

Ti rinvito a rileggere con attenzione.Dove ho detto che ha rubato soldi alla beneficienza?Che abbia sperperato il suo denaro è un'affermqzione inconfutabile visto che è uno dei tenori più pagati della storia e il suo stile di vita era alto.Ghigo Renzulli ha scritto:SoundOfDreams ha scritto:. ha fatto molteplici opere di beneficienza cosi come ha sperperato il suo infinito denaro.. mi spiace solo per la sua bimba piccola che crescerà senza padre.
Questo non l'ha detto nessuno?Ma come fate a negare l'evidenza

Ghigo Renzulli ha scritto:E allora difendi Antonio, i ogni caso chi legge capisce bene...se li sarebbe messi in tasca lui...riposto
certo un po' di cosette sporche le ha fatte pure lui (tipo tenersi un po' di euri destinati alla beneficenza per un suo concerto ecc.)
Non mi sembra il caso di perdere tempo in sciocchezzee, puo' capitare di scrivere cose senza senso.Amen
ROMA - "Mi sento più leggero nell'animo
e non solo...", disse ironico Luciano Pavarotti il 28 luglio 2000, dopo aver patteggiato col fisco il pagamento di 25 miliardi di lire a chiusura di un lungo duello con gli agenti delle tasse. Pavarotti si era presentato nell'ufficio del ministro delle Finanze Ottaviano del Turco e gli aveva consegnato un assegno a 10 cifre, davanti a decine di fotografi e operatori tv.
Non per questo evitò il processo, ma alla fine venne assolto, un anno dopo, e poi in appello nel 2004.
"Non doversi procedere perché i reati sono estinti per prescrizione": fu questa la sentenza della Corte di Appello di Bologna al processo che vedeva Pavarotti accusato di dichiarazione infedele dei redditi (ex frode fiscale). In primo grado era stato il giudice di Modena Carla Ponterio, il 19 ottobre 2001, a mandarlo assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Ma, scrisse il magistrato, la condotta complessiva di Pavarotti, "che ha trasferito la sua residenza anagrafica in un paradiso fiscale e che conta i giorni di permanenza negli Stati Uniti per non rischiare di dover pagare le imposte sui redditi mondiali, non pare compatibile con la descrizione dell'artista distante e scevro da interessi materiali.
La sua condotta e le sue scelte non paiono per niente affidate al caso, anzi sembrano, almeno in parte, sorrette da strategie mirate e non proprio nobili".
La seconda sezione della Corte di Appello di Bologna aveva accolto la richiesta del procuratore generale Eleonora De Marco, che aveva chiesto il non doversi procedere per prescrizione. Ma anche la De Marco aveva comunque sottolineato "le difficoltà nell'accertare la residenza fiscale di Pavarotti", ricordando che "c'è buio sull'entità del suo patrimonio".
Secondo l'accusa formulata dalla Procura di Modena, Pavarotti aveva preso la residenza anagrafica fittiziamente nel principato di Monaco - uno dei paradisi fiscali - in un appartamento di 150 metri quadrati, in cui in realtà non avrebbe mai abitato. Per l'accusa Pavarotti, che il 21 gennaio '83 si era iscritto all'anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero, aveva trasferito la residenza a Monaco per eludere ed evadere il sistema fiscale italiano, mantenendo a Modena il suo centro di interessi di maggior importanza. In questo modo non avrebbe denunciato al fisco italiano, dall'89 al '95, 35-40 miliardi di lire. Ma uno dei suoi avvocati, Massimo Leone, aveva ricordato che in realta' il vero centro di interessi del tenore era negli Usa: lì c'erano il suo manager, il suo produttore, il suo fiscalista, i suoi medici. Lì si è svolta gran parte della sua attività operistica.
In base al capo di imputazione formulato a Modena Pavarotti, ad esempio, nel '90 dichiarò 2.666.000 lire contro un reddito accertato di 7.954.660.000, nel '95 19.562.000 contro 10.296.826.000. Ma il tenore, con l'assegno al ministro Del Turco, già prima del processo aveva saldato il suo debito con il fisco italiano.
Inoltre io odio l'ipocrisia che veleggia sempre su un personaggio dopo la sua morte.. (non dico sia il caso di Pavarotti) ma troppo spesso è capitato che uno in vita sia cagato per niente o,peggio ancora,deriso e schernito dai media (vedi la Fallaci) e dopo la sua morte venga osannato a cavaliere del bene e blablablaquantepiùfregnaccepossibili...
webmanager07 ha scritto:ieri Sabani oggi Pavarotti ma che è!!!!!!!!!!
comunque mi dispiace x tutti e 2 comunque Pavarotti sapevo che aveva un brutto tumore e che prima o poi............ non c'è rimedio purtroppo. Di Sabani non me l'aspettavo.
mi sa che sabani non se lo aspettava manco lui
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