LaFra ha scritto:e in realtà la visione del senso della vita...è davvero soggettivo.. dato dalla religione e dalle credenze di una persona...
credo tra l'altro che essere credenti t faccia vivere meglio alcune situazioni perchè credi in tante cose di cui nn t devi porre più d tanto delle domande...perchè CREDI nelle risposte che ti vengono date...nel nostro caso dalla bibbia, dal prete, etc etc
mentre chi è ateo...o chi è privo di determinate certezze date dalla religione...vive molto di più nell'incertezza...si pone molte più domande e via dicendo...
Mi scuso se entro nella discussione senza aver letto tutti gli interventi precedenti (sto lavorando e non ho molto tempo). Mi rifaccio solo alla frase che riporto di LaFra. Io sono ateo, ma non vivo nell'incertezza, nè mi pongo più domande rispetto a tanti miei amici credenti. credo che il tuo sia un discorso un pò troppo sul generale. Il fatto di non credere ad una "entità" soprannaturale non significa non avere certezze. Significa non credere, o non accontentarsi, alle risposte che un credente da a ciò che non riesce a spiegarsi. Io, come mi sembra abbia accennato qualcuno, credo che l'uomo sia semplicemente un animale che nel corso delle ere si è evoluto più degli altri, che nasce per gli stessi meccanismi genetici per cui nascono altri mammiferi, e che quando muore fa la stessa fine degli altri animali: la materia organica degrada e si trasforma ina lara materia. Quindi, contariamente a quanto dici tu, io , p.es. non mi pongo la domanda "cosa succede dopo la morte", perchè so cosa succede (o meglio, sono convinto di sapere), a differenza dei credenti che questa domanda se la pongono, spesso ne hanno paura, e comunque non si danno una risposta, ma credono a quello che la loro religione gli ha insegnato.
